Sostituire un vecchio climatizzatore con una pompa di calore ad alta efficienza non è solo una scelta di comfort: è anche un investimento in risparmio energetico e un’opportunità per accedere agli incentivi fiscali previsti dallo Stato.

Fino al 2024 la risposta era semplice: Ecobonus al 65%. Dal 1° gennaio 2025, invece, lo scenario è cambiato. Le aliquote sono state rimodulate dalla Legge di Bilancio e oggi occorre distinguere con precisione tra Ecobonus, Bonus Ristrutturazioni e Conto Termico.

Ecobonus: l’incentivo per la riqualificazione energetica

Normativa: art. 14 DL 63/2013; Legge 296/2006; Legge di Bilancio 2025

L’Ecobonus rimane il riferimento per chi sostituisce un impianto esistente con un sistema più efficiente. Non è valido per nuove installazioni in edifici che non avevano un impianto di riscaldamento.

Requisiti principali

  • L’intervento deve essere una sostituzione (anche parziale: basta cambiare l’unità esterna).

  • Occorre rispettare i valori minimi di COP ed EER stabiliti dal DM 6/8/2020 (Allegato F). Non basta l’etichetta A++: serve certificazione tecnica del produttore o asseverazione di un tecnico.

  • È obbligatoria la pratica ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori.

Aliquote e massimali dal 2025

  • 36% nel 2025, elevata al 50% se abitazione principale.

  • 30% nel 2026–2027, elevata al 36% se abitazione principale.

  • Massimale detrazione: 30.000 € per sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.

Esempio: sostituzione di un climatizzatore con pompa di calore A+++ da 4.000 €.

  • Prima casa → detrazione 2.000 € (50%).

  • Seconda casa → detrazione 1.440 € (36%).

Bonus Ristrutturazioni (o Bonus Casa)

Normativa: art. 16-bis TUIR (DPR 917/1986); Legge di Bilancio 2025

È l’alternativa più flessibile perché si applica anche alle nuove installazioni. Quindi, se si vuole montare un climatizzatore in un immobile che prima non aveva impianto, questa è l’opzione corretta.

Aliquote e massimali dal 2025

  • 36% nel 2025, elevata al 50% se abitazione principale.

  • 30% nel 2026–2027, elevata al 36% se abitazione principale.

  • Massimale spesa: 96.000 € per unità immobiliare (detrazione massima 48.000 €).

Esempio: nuova installazione di due split A++ in un immobile privo di impianto.

  • Prima casa → detrazione 50%.

  • Seconda casa → detrazione 36%.

Conto Termico 2.0

Normativa: DM 16 febbraio 2016; GSE

È un incentivo a fondo perduto, non una detrazione fiscale. Lo gestisce il GSE ed è rivolto alla sostituzione di vecchi impianti con pompe di calore, anche ad assorbimento o ibride.

Caratteristiche principali

  • Contributo diretto (bonifico da GSE), fino al 65% della spesa.

  • Valido solo per sostituzioni (non nuove installazioni).

  • Procedura tramite portale GSE; pagamento con bonifico ordinario.

  • Rimborso in un’unica soluzione per importi ≤ 5.000 €, o in più rate per importi superiori.

Esempio: sostituzione caldaia con pompa di calore da 8.000 €.

  • Contributo GSE fino a 5.200 €.

  • Nessuna necessità di capienza IRPEF, a differenza di Ecobonus/Bonus Casa.

Differenze pratiche tra le tre agevolazioni

IncentivoQuando si applicaAliquota 2025Note
EcobonusSolo sostituzione impianto esistente con apparecchi ad alta. efficienza36% (50% prima casa)Massimale 30.000 €, requisiti COP/EER, obbligo ENEA
Bonus RistrutturazioniNuova installazione o sostituzione impianto36% (50% prima casa)Massimale 96.000 €, più flessibile, obbligo ENEA se c’è risparmio energetico
Conto Termico 2.0Solo sostituzione impianto esistenteFino al 65% contributo direttoIncentivo GSE, bonifico ordinario, utile per chi non ha capienza IRPEF

Cosa conviene nel 2025

  • Se sostituisci un vecchio climatizzatore → puoi scegliere tra Ecobonus (se rispetti i requisiti tecnici), Bonus Ristrutturazioni (più flessibile) o Conto Termico (se non hai capienza IRPEF).

  • Se installi un impianto ex novo → puoi usare solo il Bonus Ristrutturazioni.

  • Se fai lavori condominiali → l’Ecobonus resta più generoso: 70%-75%, fino all’80%-85% se abbinato a interventi antisismici.

Conclusione

La sostituzione dei climatizzatori con pompe di calore rimane un intervento fortemente incentivato, ma non più al 65% standard come in passato. Nel 2025 la regola generale è:

  • 50% per abitazione principale

  • 36% per altri immobili
    oppure, in alternativa, un contributo diretto fino al 65% con il Conto Termico.

La scelta migliore dipende dal tipo di intervento (sostituzione o nuova installazione) e dalla situazione fiscale del contribuente.

Per non sbagliare, è fondamentale pianificare correttamente: selezionare l’incentivo più adatto, rispettare i requisiti tecnici e curare ogni adempimento (bonifico parlante, asseverazioni, pratica ENEA o GSE).

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