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Bonus Climatizzatori 2025: Ecobonus, Ristrutturazioni e Conto Termico
Pubblicato: settembre 2025
Sommario
Sostituire un vecchio climatizzatore con una pompa di calore ad alta efficienza non è solo una scelta di comfort: è anche un investimento in risparmio energetico e un’opportunità per accedere agli incentivi fiscali previsti dallo Stato.
Fino al 2024 la risposta era semplice: Ecobonus al 65%. Dal 1° gennaio 2025, invece, lo scenario è cambiato. Le aliquote sono state rimodulate dalla Legge di Bilancio e oggi occorre distinguere con precisione tra Ecobonus, Bonus Ristrutturazioni e Conto Termico.
Ecobonus: l’incentivo per la riqualificazione energetica
Normativa: art. 14 DL 63/2013; Legge 296/2006; Legge di Bilancio 2025
L’Ecobonus rimane il riferimento per chi sostituisce un impianto esistente con un sistema più efficiente. Non è valido per nuove installazioni in edifici che non avevano un impianto di riscaldamento.
Requisiti principali
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L’intervento deve essere una sostituzione (anche parziale: basta cambiare l’unità esterna).
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Occorre rispettare i valori minimi di COP ed EER stabiliti dal DM 6/8/2020 (Allegato F). Non basta l’etichetta A++: serve certificazione tecnica del produttore o asseverazione di un tecnico.
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È obbligatoria la pratica ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori.
Aliquote e massimali dal 2025
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36% nel 2025, elevata al 50% se abitazione principale.
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30% nel 2026–2027, elevata al 36% se abitazione principale.
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Massimale detrazione: 30.000 € per sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.
Esempio: sostituzione di un climatizzatore con pompa di calore A+++ da 4.000 €.
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Prima casa → detrazione 2.000 € (50%).
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Seconda casa → detrazione 1.440 € (36%).
Bonus Ristrutturazioni (o Bonus Casa)
Normativa: art. 16-bis TUIR (DPR 917/1986); Legge di Bilancio 2025
È l’alternativa più flessibile perché si applica anche alle nuove installazioni. Quindi, se si vuole montare un climatizzatore in un immobile che prima non aveva impianto, questa è l’opzione corretta.
Aliquote e massimali dal 2025
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36% nel 2025, elevata al 50% se abitazione principale.
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30% nel 2026–2027, elevata al 36% se abitazione principale.
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Massimale spesa: 96.000 € per unità immobiliare (detrazione massima 48.000 €).
Esempio: nuova installazione di due split A++ in un immobile privo di impianto.
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Prima casa → detrazione 50%.
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Seconda casa → detrazione 36%.
Conto Termico 2.0
Normativa: DM 16 febbraio 2016; GSE
È un incentivo a fondo perduto, non una detrazione fiscale. Lo gestisce il GSE ed è rivolto alla sostituzione di vecchi impianti con pompe di calore, anche ad assorbimento o ibride.
Caratteristiche principali
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Contributo diretto (bonifico da GSE), fino al 65% della spesa.
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Valido solo per sostituzioni (non nuove installazioni).
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Procedura tramite portale GSE; pagamento con bonifico ordinario.
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Rimborso in un’unica soluzione per importi ≤ 5.000 €, o in più rate per importi superiori.
Esempio: sostituzione caldaia con pompa di calore da 8.000 €.
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Contributo GSE fino a 5.200 €.
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Nessuna necessità di capienza IRPEF, a differenza di Ecobonus/Bonus Casa.
Differenze pratiche tra le tre agevolazioni
| Incentivo | Quando si applica | Aliquota 2025 | Note |
|---|---|---|---|
| Ecobonus | Solo sostituzione impianto esistente con apparecchi ad alta. efficienza | 36% (50% prima casa) | Massimale 30.000 €, requisiti COP/EER, obbligo ENEA |
| Bonus Ristrutturazioni | Nuova installazione o sostituzione impianto | 36% (50% prima casa) | Massimale 96.000 €, più flessibile, obbligo ENEA se c’è risparmio energetico |
| Conto Termico 2.0 | Solo sostituzione impianto esistente | Fino al 65% contributo diretto | Incentivo GSE, bonifico ordinario, utile per chi non ha capienza IRPEF |
Cosa conviene nel 2025
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Se sostituisci un vecchio climatizzatore → puoi scegliere tra Ecobonus (se rispetti i requisiti tecnici), Bonus Ristrutturazioni (più flessibile) o Conto Termico (se non hai capienza IRPEF).
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Se installi un impianto ex novo → puoi usare solo il Bonus Ristrutturazioni.
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Se fai lavori condominiali → l’Ecobonus resta più generoso: 70%-75%, fino all’80%-85% se abbinato a interventi antisismici.
Conclusione
La sostituzione dei climatizzatori con pompe di calore rimane un intervento fortemente incentivato, ma non più al 65% standard come in passato. Nel 2025 la regola generale è:
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50% per abitazione principale
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36% per altri immobili
oppure, in alternativa, un contributo diretto fino al 65% con il Conto Termico.
La scelta migliore dipende dal tipo di intervento (sostituzione o nuova installazione) e dalla situazione fiscale del contribuente.
Per non sbagliare, è fondamentale pianificare correttamente: selezionare l’incentivo più adatto, rispettare i requisiti tecnici e curare ogni adempimento (bonifico parlante, asseverazioni, pratica ENEA o GSE).