Cos’è il Conto Termico 3.0 e perché interessa tutti

Il Conto Termico 3.0 è un incentivo statale che rimborsa una parte delle spese sostenute per migliorare l’efficienza energetica degli edifici o installare tecnologie che sfruttano fonti rinnovabili, come pompe di calore, solare termico, biomassa e – nelle configurazioni previste – anche fotovoltaico con accumulo.

A differenza delle detrazioni fiscali, che recuperi in molti anni, qui il contributo arriva direttamente tramite bonifico del GSE e in tempi brevi: fino a 15.000 € in un’unica soluzione, di solito entro 60 giorni dalla conferma della pratica.

Il Conto Termico 3.0 è pensato per rendere case, condomìni, edifici produttivi e strutture pubbliche più efficienti, confortevoli e meno costosi da mantenere, riducendo allo stesso tempo consumi ed emissioni.

La platea dei beneficiari è stata ampliata: oggi possono accedere anche comunità energetiche, gruppi di autoconsumo, enti del terzo settore e chi sceglie di farsi supportare da una ESCo certificata.

Cosa possono ottenere i privati e i condomìni

Per chi vive in un’abitazione, il Conto Termico 3.0 rappresenta un’occasione reale per sostituire vecchi impianti di riscaldamento con pompe di calore, installare solare termico, migliorare l’isolamento dell’involucro o cambiare infissi con modelli più efficienti.

L’incentivo può coprire fino al 65% della spesa e, grazie alla procedura semplificata, il rimborso è rapido e tracciabile.

Anche i condomìni possono beneficiarne: l’amministratore può presentare la domanda per interventi sulle parti comuni, come la centrale termica condominiale, il solare termico condiviso o l’isolamento delle facciate.

Per i residenti il vantaggio è immediato: bollette più basse, maggiore comfort e aumento del valore dell’immobile, grazie al miglioramento della classe energetica.

Un dettaglio importante: il Conto Termico si applica solo a edifici esistenti e dotati di impianti di climatizzazione o riscaldamento esistenti, condizione necessaria per l’ammissibilità dell’intervento.

Lo scopo del Conto Termico è incentivare la riqualificazione energetica e la sostituzione di impianti obsoleti o inefficienti. Richiedendo un impianto preesistente, il meccanismo evita abusi per nuove costruzioni e garantisce che gli incentivi siano usati per migliorare edifici “in esercizio”, non per costruire nuovi.

Perché è vantaggioso per aziende e attività del terziario

Il mondo delle imprese è tra i maggiori beneficiari del Conto Termico 3.0.

Negozi, laboratori, uffici, capannoni industriali e strutture ricettive possono intervenire sia sull’involucro sia sugli impianti: pompe di calore aria-acqua o geotermiche, illuminazione efficiente, schermature solari, solare termico, sistemi di building automation e, nei casi previsti, fotovoltaico con accumulo abbinato a nuove pompe di calore.

Per le aziende l’incentivo può coprire fino al 65%, con massimali aggiornati per adeguarsi ai costi reali di mercato. La possibilità di combinare più interventi rende il piano ancora più flessibile e vantaggioso. I benefici sono tangibili: riduzione dei consumi energetici, meno emissioni, maggiore comfort per chi lavora e un’immagine aziendale più moderna e sostenibile.

In un contesto in cui i criteri ESG pesano sempre di più, il Conto Termico 3.0 diventa uno strumento importante per migliorare competitività e sostenibilità senza dover sostenere tutto l’investimento da soli.

Un’opportunità strategica per Comuni, scuole e Pubbliche Amministrazioni

La Pubblica Amministrazione è uno dei target centrali del Conto Termico 3.0, con una particolarità: in molti casi può ottenere un rimborso fino al 100% delle spese.

È il caso di scuole, strutture sanitarie pubbliche e edifici di comuni con meno di 15.000 abitanti. Questo consente di rinnovare strutture spesso datate, sostituire impianti obsoleti, migliorare l’isolamento, installare pompe di calore o solare termico e ridurre drasticamente la spesa energetica annuale.

Per i cittadini significa ambienti pubblici più sicuri, moderni ed efficienti, mentre per i Comuni è un’opportunità per riqualificare il patrimonio edilizio senza dover intaccare in modo pesante i bilanci.

La nuova versione 3.0 ha reso le procedure più semplici, digitalizzate e con tempi più flessibili: la domanda può essere inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori, e la gestione online riduce errori e attese anche per gli uffici meno strutturati.

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